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Stitichezza o stipsi

La stitichezza o stipsi è un disturbo della defecazione consistente nella difficoltà di svuotare in tutto o in parte l'intestino espellendone le feci. La stipsi è causata dal movimento troppo lento del materiale digerito attraverso il colon, che determina una eccessiva quantità di acqua assorbita dall'intestino, o a volte addirittura da una insufficiente assunzione di liquidi. Talvolta la causa è data da una carenza di fibre alimentari.

La stipsi può essere primitiva o secondaria.

Nella maggior parte dei casi la stipsi è primitiva o idiopatica, rappresenta cioè un’entità autonoma che, in assenza di lesioni organiche o biochimiche, è ricollegabile a patologia cosiddetta "funzionale" della motilità del viscere. Nella pratica clinica si distingue nelle forme di stipsi idiopatica, la stipsi idiopatica cronica semplice, che risponde ai comuni trattamenti medici, e la stipsi cronica idiopatica intrattabile, che non risponde ai comuni presidi terapeutici di tipo medico ed è suscettibile di approccio chirurgico.

La stipsi secondaria può essere correlata ad una ridotta massa fecale (diete incongrue, scarso introito di fibre, alterazioni elettrolitiche), ad affezioni organiche del colon che meccanicamente impediscono il passaggio del bolo fecale, oppure ad alterazioni funzionali intestinali, quali la stipsi cronica a lento transito o l’atonia coli. I disturbi della evacuazione possono essere legati ad alterazioni organiche della regione ano-rettale (ragadi, fistole, emorroidi, neoplasie ano-rettali, morbo di Hirschsprung, tubercolosi intestinale) o ad alterazioni funzionali, quali la dischezia rettale o la sindrome del perineo discendente.

Alberto Tapparo